Intervista a Francesco Manni

Intervista al dott. Francesco Manni, ceo di Gruppo Manni spa:

L’unico modo per uscire dalla crisi è quello di innovare e di spingersi sempre più in là nella ricerca di prodotti che siano migliori di quelli già esistenti.” Il contributo di ce|de|pa nel successo di un’impresa.

Il Gruppo Manni spa di Verona è uno dei principali esponenti nel panorama dell’eccellenza imprenditoriale italiana, conta oltre 900 dipendenti, 20 centri di produzione, servizi e distribuzione tra Italia ed estero; guidato dal dott. Francesco Manni e dal padre Giovanni, vanta un giro d’affari di 450 milioni di euro. Le produzioni Manni spa rappresentano un made-in-Italy meno appariscente rispetto alla moda o al design ma altrettanto importante e di successo. Un solo esempio su tutti di cui pochi sono a conoscenza: il 70% delle strutture di acciaio con le quali è stato costruito il centro fieristico di Rho e oltre il 50% di quelle dell’Expo 2015, tra cui i padiglioni Italia e USA, provengono dai suoi stabilimenti.

ce|de|pa è il primo e il più grande centro di ricerca per lo sviluppo dei processi di produzione del pannello isolante. Una linea unica, all’avanguardia, interamente dedicata alle attività di sperimentazione e prototipazione su scala industriale, progettata per consentire all’industria delle costruzioni a livello mondiale di accelerare lo sviluppo di nuove soluzioni per la produzione di pannelli in poliuretano per l’isolamento termico, prodotti con la tecnologia specifica del processo di laminazione doppia in continuo.

Il Gruppo Manni vanta una storia imprenditoriale dalle antiche radici. Un’ avventura aziendale iniziata nel 1945 che Francesco Manni ha ripercorso con noi nelle sue tappe fondamentali, offrendoci un’appassionata testimonianza e un prezioso insegnamento su come resistere alla peggior crisi economica dal dopoguerra ad oggi.

Tutti per uno, uno per tutti. La famiglia Manni, che ancora oggi possiede la piena proprietà del gruppo e gestisce direttamente l’azienda, nel corso degli anni ha saputo diversificare le sue attività e strutturare la sua offerta in maniera innovativa e sempre più mirata alle esigenze del cliente. Oggi il gruppo si struttura intorno a tre business units principali. La prima, che rappresenta le origini, è quella dei centri servizi acciai, “una soluzione che rievoca il modello del Lego o del Meccano”, spiega Francesco Manni , “forniamo ai clienti tutti i pezzi, pronti per essere montati, in modo da saltare il passaggio in officina”. La seconda macro area, è quella dei pannelli per isolamento in poliuretano per coperture e pareti, ad alto coefficiente isotermico, utilizzati nella costruzione di prefabbricati industriali e civili. Integrando queste due produzioni Manni è in grado di presentare ai clienti un’offerta completa e vantaggiosa. La terza business unit, la più recente, è quella dedicata alla realizzazione di impianti per la produzione energetica da fonti rinnovabili come fotovoltaico, eolico e il biogas. Grazie alla collaborazione con il Politecnico di Torino il gruppo si sta inoltre specializzando nella realizzazione di impianti idroelettrici in grado di sfruttare dislivelli dei corsi d’acqua estremamente modesti.

Una famiglia, un’impresa, tante idee vincenti . Sono passati 70 anni da quando Luigi Manni, nel 1945, fonda una società individuale per il commercio di prodotti siderurgici di recupero per usi edili, “Nasciamo come commercianti puri, ricorda Francesco Manni. Dopo lo sviluppo dell’azienda negli anni Sessanta, sotto la guida di Giuseppe Manni, negli anni ’70 arriva la svolta importante. “Mio padre si inventa il concetto di centro servizi pensato non solo per i prodotti piani, già esistenti in altri paesi, ma lo pensa e lo realizza anche per i prodotti lunghi come travi, ferri a ‘U’ e acciai da costruzione”. Per quell’epoca si tratta di un’idea rivoluzionaria che si afferma subito come vincente nel mondo dell’edilizia industriale e delle infrastrutture. Permette infatti una facilità di impiego di prodotti prima sconosciuti nel largo impiego e consente una riduzione dei costi che favorisce ed amplia di molto l’uso dell’acciaio in questo tipo di costruzioni. Un modello che negli anni seguenti copieranno in tanti ma in cui Manni rimane ancora oggi leader mondiale con oltre 400.000 tonnellate/anno di acciaio lavorato e distribuito. “Il 1989 segna un’altra tappa fondamentale nella storia del gruppo”, prosegue Francesco Manni, “l’acquisizione di Isopan”. La fabbrica, che tutt’oggi ha sede a Frosinone, apparteneva alla famiglia milanese dei Brollo. Francesco e il padre Luigi decidono di acquisire prima una quota di maggioranza e poi il 100% della società. Un’altra idea vincente: grazie a questa operazione il gruppo Manni è in grado di offrire ai clienti non solo le componenti metalliche che fanno da scheletro ad una struttura ma attraverso i pannelli anche il rivestimento: ‘il pannello è un prodotto leggero e facile da trasportare’ spiega Francesco Manni , ‘a differenza di altri nostri prodotti, il pannello è quello che ci ha dato maggiori soddisfazioni all’estero in quanto è un prodotto finito, completo e che riporta un marchio ben chiaro che consente anche a chi lo utilizza di associarlo immediatamente a un determinato produttore. C’è insomma un legame diretto attraverso il ‘brand’ tra noi e il cliente’.

‘Non dimentichiamo poi, sottolinea il dottor Manni , che il pannello è un’invenzione tutta italiana. Noi e i nostri concorrenti sul mercato domestico siamo i detentori del know-how più sofisticato e performante a livello mondiale per questo tipo di produzioni’.

Internazionalizzazione. Per scelta o per necessità il gruppo Manni ha sempre saputo guardare anche oltre i confini italiani. Il cuore dell’azienda, le produzioni più importanti erano e rimangono in Italia ma da tempo il gruppo è attivo con numerosi stabilimenti situati all’estero. Il processo di internazionalizzazione decolla proprio con l’ingresso nel settore dei pannelli. Nel 2001 la società decide infatti di potenziare capacità produttiva e presenza sui mercati esteri costruendo uno stabilimento a Barcellona in Spagna. Nel 2007 il gruppo apre una fabbrica anche in Romania nei pressi della capitale Bucarest e nel 2012 viene avviato uno stabilimento anche in Germania. La conquista dei mercati esteri però non si ferma. A breve inizierà la produzione di pannelli in Russia mentre entro il 2015 verrà inaugurato un nuovo sito produttivo in Messico. La vocazione internazionale del gruppo interessa anche la realizzazioni di impianti energetici da fonti rinnovabili come dimostrano gli importanti investimenti nel fotovoltaico realizzati in Marocco.

Ricerca mirata per battere la crisi : il contributo di ce|de|pa . Francesco Manni ha ben pochi dubbi su quale sia la strada da seguire per superare uno dei momenti più difficili da un punto di vista economico che il nostro paese abbia mai vissuto. Una crisi che ha colpito particolarmente duro anche nel mondo dell’edilizia. “L’unico modo per uscire dalla crisi è quello di innovare e di spingersi sempre più in là nella ricerca di prodotti che siano migliori di quelli già esistenti. Uno strumento come ce|de|pa permette agli operatori come noi di spingerci oltre, sperimentando i limiti di nuove tecnologie per ottenerne il massimo. Io e il mio staff ci siamo resi immediatamente conto del contributo che questo centro poteva offrire: una realtà dove è possibile sviluppare una ricerca mirata, ritagliata sulle esigenze del mercato. I clienti ci chiedono prodotti che offrano un plus e ce|de|pa ci mette nelle condizioni di poterglielo offrire”.

“Per quanto riguarda il fronte metalmeccanico e in particolare gli standard legati ai materiali di rivestimento del pannello e alle singole fasi di lavorazione dello stesso (es. taglio, profilatura), ragiona Francesco Manni , la ricerca ha ormai alzato il livello delle produzioni a parametri così elevati da risultare migliorabili solo per aspetti marginali. Sia in termini qualitativi, di procedimenti produttivi, contenimento costi si sono ormai raggiunti ottimi risultati. Le schiume in poliuretano offrono invece ancora ampi spazi all’innovazione. In particolare, sul fronte della resistenza al fuoco, dove le normative sono sempre più stringenti e i pannelli in lana di roccia offrono ancora migliori prestazioni, la ricerca può fare notevoli passi in avanti. Il rapporto qualità/prezzo rimane fondamentale soprattutto per i prodotti destinati all’edilizia prefabbricata dove l’aspetto dell’economicità rimane cruciale.

Le sfide di domani . I pannelli prefabbricati sono ampiamente utilizzati nelle costruzioni industriali mentre sino ad oggi hanno avuto un impiego più limitato nell’edilizia residenziale. Per realizzare spazi abitativi dove le esigenze di economicità esistono ma non sono preponderanti come in altri tipi di costruzioni si preferiscono generalmente altre tipologie di materiali, comunemente ritenuti più confortevoli ed esteticamente gradevoli (ad esempio, il legno), sebbene le performance tecniche del pannello in poliuretano siano decisamente superiori rispetto a quelle di altri materiali “. Aggiunge il dott. Manni: “mi auguro che la ricerca si concentri anche su questo aspetto e possa presto colmare questo gap; penso che possa essere una nuova frontiera.”

Un’unica certificazione internazionale. Sogno o possibile realtà? Districarsi nella giungla di normative ed enti di diversi paesi è un’impresa nell’impresa. Per certificare la qualità di un pannello ogni paese ha il suo istituto, le sue regole, la sua burocrazia che spesso risponde a criteri economici. L’iter cambia dagli Stati Uniti alla Svizzera ma anche all’interno dell’ Unione europea le regole variano da paese a paese. Germania, Francia, Spagna ma anche Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca. Chi produce pannelli deve così moltiplicare costi e tempi per gli adempimenti per ottenere innumerevoli certificazioni che riguardano lo stesso prodotto. ce|de|pa è entrata in un network europeo di laboratori di certificazione dei pannelli titolato a conferire una sorta di pre-certificazione del pannello. Un primo passo verso un riconoscimento che sia valido almeno in tutta Europa che possa in futuro estendersi anche agli altri mercati internazionali”.