Intervista A Giulio Bettio, Proprietario e Ceo Gruppo Lattonedil Spa Milano

22 maggio 2018

Un successo costruito con passione, lavoro e fiuto per i giusti investimenti.

Quando si ha la fortuna di intervistare una persona come Giulio Bettio che nella sua azienda ci è cresciuto e che fin da piccolo ne ha condiviso progetti, sfide e sogni, allora l’intervista diventa un racconto di vita, un film a colori innanzi al quale tutto ciò che devi fare è metterti comodo e goderti lo spettacolo.

Giulio Bettio è proprietario e Amministratore Delegato di Lattonedil spa Milano, uno dei gruppi produttivi di pannelli sandwich più importanti a livello europeo. Il gruppo ha sede a Carimate, a pochi chilometri da Como e da Milano, nel cuore della Brianza, una terra ricca di ingegno e talenti caratterizzata da una spiccata cultura del lavoro come valore sociale. Qui, nel 1969, quasi 50 anni fa, è stata fondata la prima azienda del gruppo.

Lattonedil SpA Milano conta 10 distretti produttivi dislocati in area Europa: sei in Italia, uno in Germania, uno in Spagna, uno in Bosnia Erzegovina e una nuova sede di prossima apertura in Francia. Con un fatturato annuo di 220 milioni di euro* (*dati consolidati 2017) e un’ampia gamma di prodotti, Lattonedil si conferma un’eccellenza dell’industria manifatturiera italiana i cui prodotti sono molto apprezzati anche all’estero.

Il sito di Carimate, il quartier generale del Gruppo, si estende nella valle del fiume Seveso per oltre 120.000 mq (di cui 15.000 coperti) occupati da 3 linee produttive, uffici e aree esterne di stoccaggio. Lo stabilimento ha chiuso l’anno appena trascorso con un fatturato pari a 136 milioni di Euro.


Il sito di Carimate (CO).


Dott. Bettio come è nato il gruppo Lattonedil?

“La storia di Lattonedil ha inizio con i miei due fratelli maggiori, Ettore e Giovanni, i quali, negli anni 60, lavoravano come lattonieri presso un’azienda di costruzioni della zona. Montavano le coperture per i tetti, grondaie e facevano lavori vari di manutenzione. Nel 1969 decidono di mettersi in proprio e, nel giro di pochi anni, con il crescere del lavoro, acquistano il primo capannone e nuovi macchinari.

Nonostante io fossi ancora piccolo e andassi ancora a scuola, seguivo con molto interesse ciò che i miei fratelli facevano, sicuro che a breve anche io avrei fatto la mia parte in quell’avventura. Finalmente, nel 1977 sono entrato in azienda; sono stato il quarto fratello ad entrare, seguito poco più tardi anche dal fratello più piccolo.

Dal 1975 al 1990 il business si è concentrato principalmente sui lavori nei cantieri e sulla preparazione di grondaie. Man mano che il lavoro cresceva, ci siamo resi conto che il nostro settore stava subendo un grande cambiamento, qualcosa di nuovo stava rivoluzionando il modo di costruire i capannoni industriali; il pannello incominciava a farsi conoscere e ad imporsi all’attenzione. I nostri clienti volevano i pannelli per coprire i tetti, ce lo richiedevano sempre con maggior frequenza; così, con l’obiettivo di offrire ai nostri clienti un servizio in più, abbiamo incominciato ad acquistarli e a proporli. Ovviamente continuavamo a provvedere anche alla loro installazione.

E’ stato subito un vero successo, un successo che, continuando, ad un certo punto ci ha messo di fronte alla necessità di compiere una scelta che avrebbe radicalmente trasformato la nostra attività.

I nostri fornitori non erano più in grado di soddisfare in tempi soddisfacenti la grande richiesta di pannelli che avevamo. I clienti avevano, e hanno tutt’ora, la necessità di ottimizzare la tempistica nei cantieri e di avere il materiale necessario a disposizione. Noi volevamo garantire questo servizio. Pertanto, intorno al 1992, incominciamo a considerare seriamente l’idea di produrre da noi i pannelli copertura: dimezzare i tempi di consegna sarebbe stato un fattore competitivo sia per noi che per le imprese nostre clienti.

Quell’anno abbiamo installato la nostra prima linea di produzione e l’anno successivo, il 1993, la linea è entrata in funzione. Il nostro mondo era cambiato: i lavori tradizionali che i miei fratelli avevamo sempre fatto venivano soppiantati da nuovi lavori che, a loro volta, venivano sostituiti da altri……dove ci avrebbe portato tutto ciò?

I segnali di un ulteriore cambiamento non sono tardati ad arrivare: accanto al prodotto standard, venivano richiesti e realizzati prodotti su misura, con specifiche ben precise fornite dai clienti. In certi casi poi, il cliente sceglieva di provvedere all’installazione per conto proprio.

Abbiamo lavorato duramente e velocemente per trasformarci in maniera adeguata a quanto il mercato richiedeva. La nostra grande fortuna è stata sicuramente il fatto che tutti i principali processi aziendali fossero seguiti direttamente da uno dei fratelli, con ruoli e compiti ben precisi: un fratello si occupava della produzione, un altro del commerciale, un altro ancora degli acquisti, ecc.; tutti i processi aziendali sotto un attento controllo hanno potuto evolversi e svilupparsi al meglio.

Nel giro di poco tempo la linea di Carimate è andata a regime, con una produzione di 2 milioni di mq/anno. Di questi 2 milioni, 800.000 mq venivano spediti nel sud d’Italia, dove registravamo una domanda molto elevata. Quest’ultimo fattore, insieme a quello non meno trascurabile degli ingenti costi di trasporto che sostenevamo, ci ha spinto ad investire in Calabria e, più precisamente in provincia di Crotone. Nel 2000 abbiamo acquistato il terreno, costruito il capannone e installato un nuovo impianto: nasceva la Koper spa, il secondo polo produttivo di Lattonedil.

Forti dell’esperienza maturata con lo stabilimento di Carimate, l’impianto di Crotone è stato realizzato con criteri più evoluti che hanno permesso di ottenere tra l’altro una disposizione del fabbricato e dell’area di stoccaggio ottimali. Tutt’oggi, l’impianto di Crotone è attuale e molto funzionale.

Nel 2003, con l’obiettivo di fornire un ulteriore servizio al cliente: fornirgli i pannelli di copertura e pannelli parete contemporaneamente, a Carimate viene installata la seconda linea. La rapidità dei tempi di consegna ha significato per noi l’acquisto di un grande vantaggio competitivo che, ancora oggi, rappresenta un elemento distintivo del nostro servizio e un fattore di successo delle nostre aziende.

Nel 2008 abbiamo completato lo stabilimento di Carimate con la terza linea dedicata alla produzione di coperture e pannello coppo, un prodotto che mancava in gamma. Nello stesso periodo, abbiamo aperto un nuovo stabilimento a Venzone, in provincia di Udine, specializzato nella produzione di pannelli con isolante in fibra minerale, lana di vetro e poliuretano.

Il 2012 è l’anno del sito di Dinkelsbühl, in Germania, sito nato per servire il mercato del nord Europa, e dell’acquisto del 50% della Panelais di Huerta, Salamanca, porta di Lattonedil sui mercati di lingua spagnola e portoghese.

Il 2016 è invece l’anno di Nova Topola, in Bosnia: una scelta strategica, ben precisa in quanto in questo paese, essendo al di fuori dell’Unione Europea, si può liberamente acquistare acciaio senza dover sopportare quei dazi onerosi che si subiscono oggi in Italia. L’impianto sta andando a regime molto velocemente e le proiezioni lo vedono assestarsi sui 2 milioni di mq. Entro l’anno in corso. E questo è un gran risultato.


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Il sito di Nova Topola, Bosnia ed Erzegovina.


Quali sono i fattori che determinano la scelta di un determinato territorio per l’apertura di un nuovo impianto?

Alla base c’è sempre l’andamento della domanda e l’analisi dei costi di trasporto. La casa madre di Carimate tiene sotto controllo vendite e volumi delle varie aree e segnala i trend interessanti rilevati sul territorio. Vengono avviate indagini di mercato, sentiti i nostri agenti locali, consultati i fornitori e i vari contatti sul posto. La scelta non è mai affidata al caso, è sempre frutto di una strategia e di un’accurata valutazione.


Anche per il nuovo impianto che state aprendo in Francia avete seguito “il richiamo della domanda” ?

Assolutamente sì! In Francia vendiamo circa 700.000 mq di pannelli all’anno. La Roche SurYon, il paese dove stiamo realizzando il nuovo stabilimento, si trova nel nord-ovest del paese, vicino a Nantes, in un’area piuttosto industrializzata, caratterizzata da una forte crescita edilizia e dove, nel raggio di 400 km sembra che non ci siano aziende concorrenti. Come per gli altri siti, anche qui, abbiamo acquistato il terreno e realizzato il capannone che rappresenta un campione in dimensioni reali di ciò che il cliente potrà realizzare con i nostri prodotti. Come nello stabilimento realizzato in Germania, anche nel sito produttivo della Francia saranno installati circa 8.000 mq di pannelli di copertura Solarpan® Plus, in previsione di installare successivamente i pannelli fotovoltaici.


Nell’ arco di 50 anni, Lattonedil è diventato un gruppo che conta 10 stabilimenti produttivi, 6 in Italia e 4 in Europa; tutte le linee sono a regime con una produzione di 2 milioni di mq anno cadauna; possiamo affermare che il mercato del pannello per Lattonedil non conosce crisi?

La storia del Gruppo ci dice che è così. Ma non si creda che la permanenza sul mercato e il successo nascano dal nulla. Ogni passo in avanti è stata una conquista, frutto di un grande lavoro e di grande attenzione a tutti i processi aziendali e di ciò che intorno vi gravita.

Ad esempio, il personale. Ho sempre riservato particolare cura alle persone. Avendo incominciato la mia carriera lavorativa nel reparto produttivo, so molto bene quanto impegno e attenzione richieda lavorare su impianti che sono in funzione 24 ore su 24 e capisco quando un imprevisto era inevitabile o se con maggiore attenzione si poteva evitare. Alla velocità di 12-15 metri al minuto basta una svista per provocare un danno molto grave. E’ un lavoro dove occorre grande concentrazione e di conseguenza cura delle persone. Il nostro successo ha dietro molto impegno, attenzione e determinazione verso il miglioramento continuo.

Basta poco per perdere la competitività che ti sei guadagnato.


L’attenzione all’innovazione si percepisce dal momento in cui si entra in azienda. Un video, molto accattivante, accoglie i visitatori in ingresso e ci racconta uno degli ultimi prodotti che avete lanciato sul mercato, il pannello tetto piano. Quanto ha inciso e incide tutt’ora sulla vostra strategia di crescita l’innovazione e come nasce la spinta verso un nuovo prodotto?

L’innovazione è sicuramente uno dei fattori principali cui si deve il nostro successo. Avere prodotti innovativi, esclusivi è un vantaggio competitivo, ci permette non solo di ampliare l’offerta ma anche di proporre prezzi più interessanti. Molte delle soluzioni proposte sono nate grazie all’esperienza maturata come installatori; noi abbiamo toccato con mano le esigenze del cliente. Siamo bravi ad interpretare il mercato e a coglierne i segnali, da qui partiamo per studiare e introdurre l’elemento innovativo. Un esempio tra tutti, alcuni anni fa abbiamo lanciato sul mercato il pannello Solarpan® plus, un sistema che permette, in tempi brevi, il montaggio del fotovoltaico, senza bisogno di modificare o forare la copertura e ovviando a problemi derivanti da infiltrazioni. Solo Lattonedil aveva questo tipo di soluzione, una vera rivoluzione. Ancora oggi, nonostante ci siano prodotti simili sul mercato, il Solarpan® plus è molto richiesto.


Il pannello Solarpan® plus.


Il pannello tetto piano, cui si riferisce il video promozionale, è un prodotto uscito da poco. Un prodotto innovativo, molto tecnico, che sul mercato mancava.

Si tratta del pannello TTACK® un prodotto brevettato ed unico al mondo che consente una riduzione di costi nella struttura portando la copertura da inclinata a piana oppure aumentando il volume interno, un risparmio energetico dovuto al recupero del volume non sfruttato ed un risparmio di tempo per la facilità di posa con il particolare giunto ad incastro che, tra l’altro, fa si che si formino 2 naturali canali di sicurezza per l’eventuale defluizione dell’acqua.

Il lancio è stato positivo, abbiamo già acquistato commesse sia in Italia che all’estero.


Perché, secondo lei, l’utilizzo del pannello nel residenziale registra ancora numeri piuttosto bassi? Ci sono segnali che fanno sperare in un’inversione di tendenza?

Le resistenze sono di diversa natura, dipendono da fattori estetici, poca conoscenza, abitudini e anche da una certa reticenza dei costruttori nel proporre il nuovo. Oggi credo che le cose stiano cambiando: vi è sicuramente anche in questo ambito maggiore attenzione al risparmio energetico e il trend è supportato anche da una normativa che impone un maggior isolamento nelle ristrutturazioni e nei nuovi fabbricati, dove il lambda di isolamento deve avere valori ben precisi. La conseguenzadi ciò è che gli spessori medi stanno aumentando. Inoltre, si sta pensando di prevedere l’isolamento anche delle pareti; fino a 10 anni fa nessun vi prestava particolare attenzione, ora anche gli esperti di mercato ne prevedono una crescita e ciò non solo per quanto riguarda le ristrutturazioni di capannoni ma anche per quanto riguarda le nostre mura domestiche. Personalmente, sono dell’idea che da qui a qualche anno assisteremo ad un buon sviluppo. Sono ottimista in merito. Anche quando alcuni anni fa c’è stata la crisi dell’edilizia e gli appartamenti rimanevano invenduti, il mercato dei pannelli non si è fermato, anzi, noi abbiamo incrementato le vendite. Il cemento è andato in crisi il pannello no. E questo ritengo che avvalori la mia tesi.


Per il vostro ultimo progetto – l’impianto di Roche SurYon – avete scelto di avvalervi di DOW per i prodotti chimici e di SAIP per la linea di produzione. Quali sono i fattori che vi guidano nella scelta dei vostri partners?

In Lattonedil abbiamo fatto del miglioramento continuo la nostra mission e per continuare a crescere abbiamo bisogno del contributo di esperti veri. Conosco Dow e Saip da diversi anni e so come lavorano. Ritengo che per esperienza, know-how e approccio, possano entrambe offrirci il supporto tecnologico di cui abbiamo bisogno per raggiungere i nostri obiettivi.

Per lo sviluppo del progetto Francia avevamo la necessità di ricevere risposte immediate ed idonee ed entrambe le società hanno confermato di essere all’altezza del compito.


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Progetto della sede francese di Roche SurYon di prossima apertura.


I sistemi poliuretanici Dow hanno sempre mantenuto nel tempo un livello qualitativo elevato. Anche quando ci hanno proposto delle innovazioni, ci hanno sempre sottoposto prodotti messi a punto che non hanno mai riservato sorprese. Il fatto di utilizzare un prodotto nuovo senza complicazioni per la produzione, come fermi o scarti, risulta davvero fondamentale.

Saip, è da anni che la conosco e ho potuto apprezzarne la crescita e l’evoluzione tecnologica continua. In particolare, per la progettazione della linea della Francia, ho apprezzato molto come siano state recepite le nostre istanze. La linea è destinata a produrre pannelli copertura, pannelli parete e il pannello a fissaggio nascosto. Quest’ultimo è un pannello particolare, molto richiesto in Francia, in particolare dagli architetti.

Il tipo di pannello che veniva richiesto dal mercato, gli aspetti tecnici del pannello che andavamo a realizzare sono stati decisi insieme. Insieme abbiamo ideato il prodotto e trovato la soluzione per realizzarlo. Abbiamo progettato un impianto ritagliato alla perfezione sulle nostre esigenze. Il risultato sarà esattamente quello che ci siamo prefissati di ottenere.

Uno degli elementi che è stato determinante in questo progetto è stata sicuramente la presenza di cedepa (www.cedepa.org), il centro di ricerca e sviluppo del pannello che le due compagnie hanno fondato in joint-venture in Spagna e più precisamente a Zaragoza, dove mi sono recato diverse volte. Cedepa ci offre la garanzia che l’innovazione sui formulati venga testata in condizioni reali, su una linea completa vera e non solo in laboratorio. Il prodotto è messo a punto e non riserva sorprese. In cedepa posso fare utili simulazioni e spingermi un po’ più in là, senza rischio di compromettere la normale produzione o mettere a repentaglio le mie attrezzature. Cedepa rappresenta per noi una sinergia perfetta tra chimica e meccanica per innovare strategicamente. Di grande utilità. Un vero valore aggiunto.


cedepa – vista sulla linea di produzione in continuo di pannelli sandwich.


E dopo la Francia? Vi fermerete o state già valutando l’ipotesi per un’altra impresa?

Non siamo fatti per stare fermi.

Il prossimo passo sarà quello di ampliare lo stabilimento di Carimate, in particolare l’area per lo stoccaggio pannelli. Inoltre, a differenza che negli altri siti, a Carimate mancano i raffreddatori, pertanto vogliamo costruire un capannone dedicato agli impianti per il raffreddamento dei pannelli per razionalizzare il processo.

Abbiamo in mente tantissimi progetti, forse non basterebbe una giornata intera per raccontarli tutti. Nei prossimi anni di attività contiamo di realizzarne degli altri, grazie anche all’ingresso nel gruppo Lattonedil dei nostri figli che hanno portato l’entusiasmo e l’impegno che avevamo noi 5 fratelli quando abbiamo intrapreso questa meravigliosa avventura.


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Giulio Bettio, in un momento dell’intervista, al centro tra Raffaella Curotti di Saip Equipment e Francesca Pignagnoli con Luca Profili di Dow The Chemical Company.